lunedì 30 gennaio 2017

Anaïs Nin

"E non è più una passione della carne,
ma una fame totale di te, una fame divorante".
- Anaïs Nin, Henry & June

Francesco Alberoni

"L'amore produce una geografia sacrale del mondo. Quel posto, quella casa, quel particolare punto di vista sul mare o sui monti, quell'albero, diventano i simboli sacri dell'amato o dell'amore. […] Anche a distanza di anni o decenni gli innamorati, ora divisi, non potranno incontrare certe date dell'anno senza essere turbati, non potranno tornare in certi luoghi senza essere invasi dalla nostalgia. […] Questo spazio e questo tempo sacro, sono immortali. Dimenticati, sopravvivono nell'inconscio."
— Francesco AlberoniInnamoramento e amore

Julio Cortàzar

“Ma certo - disse Oliveira - Chi te lo nega? ma quel che non capiamo è per quale ragione deve capitare così, per quale ragione noi siamo qui e fuori sta piovendo. L’assurdo non sono le cose, l’assurdo è che le cose siano lì e noi le si senta assurde. A me sfugge la relazione fra me e quel che mi sta capitando in questo momento. Non ti nego che mi stia capitando. Altroché, mi capita. E questo è l’assurdo”.
Julio Cortàzar, “Il gioco del mondo” 

Wislawa Szymborska

In caso di pericolo, l’oloturia (o cetriolo di mare) si divide in due: dà un sé in pasto al mondo, e con l’altro fugge. Si scinde in un colpo in rovina e salvezza, in ammenda e premio, in ciò che è stato e ciò che sarà. Nel mezzo del suo corpo si apre un abisso con due sponde subito estranee. Su una la morte, sull’altra la vita. Qui la disperazione, là la fiducia. Se esiste una bilancia, ha piatti immobili. Se c’è giustizia, eccola. Morire quanto necessario, senza eccedere. Rinascere quanto occorre da ciò che si è salvato.  
Wislawa Szymborska