giovedì 21 settembre 2017

Norwegian Wood

- Ho bisogno di tempo, - dissi. - Tempo per pensare, per fare ordine dentro di me, per capire. Mi rendo conto che non è giusto nei tuoi confronti, ma per adesso è tutto quello che posso dire.
- Però hai giurato che ti piaccio dal profondo del cuore, e che non vuoi stare mai più lontano da me, vero?
- Certo che è vero.
Midori si staccò da me e mi guardò in viso sorridendo.
- Va bene, aspetterò. Ho fiducia in te, - disse. - Ma quando mi prenderai, dev'essere a me che pensi. Capisci che voglio dire?
- Capisco benissimo.
- Per il resto puoi fare quello che vuoi, solo non farmi del male. Ho già sofferto abbastanza, finora, e adesso voglio essere felice.
— Haruki Murakami, Norwegian Wood

Stasera in tv

Alle 21.15, su Paramount Channel, sarà trasmesso "A Beautiful Mind", film del 2001 diretto da Ron Howard, dedicato alla vita del matematico e premio Nobel John Forbes Nash jr., interpretato da Russell Crowe.
Il film è liberamente ispirato alla biografia di Sylvia Nasar, pubblicata in Italia col titolo "Il genio dei numeri".

L'amore ai tempi del colera

Così aveva finito per pensare a lui come non si era mai immaginata che si potesse pensare a qualcuno, presagendolo dove non era, desiderandolo dove non poteva essere, svegliandosi d’improvviso con la sensazione fisica che lui la contemplasse nel buio mentre dormiva.
Gabriel Garcìa Marquez, “L’amore ai tempi del colera”


Cesare Pavese

 Il mito greco insegna che si combatte sempre contro una parte di sé, quella che si è superata, un antico se stesso. Si combatte soprattutto per non essere qualcosa, per liberarsi. Chi non ha grandi ripugnanze non combatte. 
Cesare Pavese, “Il mestiere di vivere"


martedì 19 settembre 2017

Italo Calvino

E inventerà scherzi e smorfie così nuove da ubriacarsi di risate, tutto per smaltire la nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto le sere come quella.
— Italo Calvino

Jonathan Kane

Mi chiama talvolta la tua voce,
e non so che cieli ed acque
mi si svegliano dentro.
- Salvatore Quasimodo

Photo Jonathan Kane

Eventi 2017

PUBBLICITÁ! La nascita della comunicazione moderna 1890-1957
Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 9 settembre al 10 dicembre 2017
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Umberto Eco

Se la gelosia nasce dall’intenso amore, chi non prova gelosia per l’amata non è amante, o ama a cuor leggero, tanto che si sa di amanti i quali, temendo che il loro amore si quieti, l’alimentano trovando ad ogni costo ragioni di gelosia.
Dunque il geloso (che pure vuole o vorrebbe l’amata casta e fedele) non vuole né può pensarla se non come degna di gelosia, e dunque colpevole di tradimento, rinfocolando così nella sofferenza presente il piacere dell’amore assente. Anche perché pensare a te che possiedi l’amata lontana  - ben sapendo che non è vero – non ti può rendere tanto vivo il pensiero di lei, del suo calore dei suoi rossori, del suo profumo, come il pensiero che di quegli stessi doni stia invece godendo un Altro: mentre della tua assenza sei sicuro, della presenza di quel nemico sei, se non certo, almeno non necessariamente insicuro. Il contatto amoroso, che il geloso immagina, è l’unico modo in cui possa raffigurarsi con verisimiglianza un connubio altrui che, se non indubitabile, è per lo meno possibile, mentre il proprio è impossibile.
— Umberto EcoL’isola del giorno prima, 1994

Gustav Klimt

Embracing Couple
Gustav Klimt
1898-99
Pencil on paper
45 x 30 cm.
Museum der Moderne Salburg, Rupertinum

Lettere a Milena

"Se c’è qualcosa di cui sono sicuro è che vorrei coprirti di baci. In verità, qualche volta ho pensato anche a coprirti di carezze (di quelle delicate che si scambiano al buio, per riconoscersi e appartenersi, gli amanti), ma queste avrebbero avuto un ruolo propedeutico volto a rivelare i punti migliori per distribuire i baci (di cui sopra)."
Franz Kafka, Lettere a Milena 

Norwegian Wood

«Forse noi due ci cercavamo molto più di quanto noi stessi pensassimo. E così abbiamo finito per prendere la strada più lunga e più contorta. Forse io non avrei dovuto fare quello che ho fatto. Ma non ho potuto farne a meno. E volevo dirti che la sensazione di intimità e tenerezza che ho provato per te, è stata un’emozione che non avevo mai sentito prima nella mia vita».



(Haruki Murakami, “Norwegian Wood”)

Storie d'amore

Sono stato innamorato di una grande artista e di una grande donna. E sono stato fortunato, per aver conosciuto una persona eccezionale che mi ha fatto diventare prima uomo e poi artista, una fortuna, lo dico con il cuore a pezzi, che ora pago con il grande dolore che provo. Per lei, che era un dono della vita, ho sentito un amore ininterrotto. Io che ho sempre desiderato diventare un artista, stavo con una artista vera, un privilegio unico averla accanto, vedere che le sue scelte erano sempre fatte per migliorarsi; non era artista per ambizione personale o smania di ricchezza, lei viveva l'arte come una missione e per questa ha affrontato grandissime rinunce improntate all'etica, alla bellezza, alla cultura. Era figlia di un timidissimo vigile urbano che ho conosciuto e lei era riuscita con enorme fatica e rinunciando alle cose futili a coltivarsi. Amava i libri, fino all'ultimo li ha voluti con sé, ai complimenti vacui preferiva quelli del suo pubblico fatto di persone modeste e intellettuali schivi. Andava orgogliosissima, tra i tanti premi, dall'aver ricevuto due volte il Duse, stravolgendo così il regolamento che non consentiva doppioni. Questi ultimi tre anni, sono stati terribili per lei e anche per me. Nonostante ciò, malata, sottoposta a cure faticosissime affrontate con enorme coraggio, viveva per tornare sulla scena e ha ancora portato al successo tre lavori straordinari: Casa di bambola, Il dolore, un meraviglioso monologo e Filumena Marturano per la televisione. Era una donna vera, con una nobiltà d'animo fortissima. I suoi sentimenti erano puri, s'interessava di piccoli artisti, saltimbanchi, gente semplice, era lontana dalla meschinità, dalle menzogne, dalla cattiveria, dal cattivo gusto. Lei mi ha insegnato la sua cultura straordinaria e io le ho fatto amare la cultura del Sud. Come i grandi aveva un fortissimo senso dell'umorismo e della musica. Aveva lo swing, una grazia interiore; ballava come nessuna, si aggiornava in maniera che mi lasciava stupefatto, aveva una passione per la sceneggiata, come per Ronconi e Medea, era multiforme. Tutto senza mai un accenno al botteghino, non abbiamo mai parlato di soldi noi due. Oggi la ricorderà Emma Bonino: non si conoscevano bene ma Mariangela l'amava perché riconosceva in lei il suo stesso rigore. Sempre con un sorriso. Quello con cui ci ha lasciato.
— Il privilegio di averla accanto, Renzo Arbore per Mariangela Melato (19 settembre 1941 - 11 gennaio 2013)

lunedì 18 settembre 2017

Pessoa

Benedetti siano gli istanti, i millimetri, e le ombre delle piccole cose.
- Fernando Pessoa

Franco Battiato

L’unica cosa per cui si può avvertire nostalgia sono i paradisi perduti. Gli angeli nascosti. Ciò che di meraviglioso, magari fugacemente, abbiamo incontrato. Se c’è una cosa bella dell’età che avanza, è in questo miracolo: saper riconoscere la bellezza. Quando mi passa davanti, adesso, la colgo.
-Franco Battiato

Rayuela

Non eravamo innamorati, facevamo l’amore con un virtuosismo distaccato e critico, ma poi cadevamo in terribili silenzi e la spuma dei bicchieri di birra diventava come la stoppa, si intiepidiva e si restringeva mentre ci guardavamo e sentivamo che quello era il tempo.
- Julio Cortazar, Rayuela


martedì 12 settembre 2017

Roberto Cotroneo

Il web è una candela accesa nel terreno emotivo delle esistenze. Non genera esistenze virtuali, illumina esistenze stanche. E lo fa con uno strano chiarore, come quello che dà la luce di una candela. In tutta una stanza: mette a fuoco oggetti vicini, genera ombre ingannevoli un po’ più lontano, lascia luoghi scuri e bui in altre zone della stanza. Ci conviviamo con i chiaroscuri di senso, con la parola scritta che ci tiene compagnia, con l'attesa che è quasi la trama rovesciata di un tappeto… Penso al silenzio, alla scrittura che ti permette di dire cose difficili, e di capirle meglio mentre le scrivi. E penso a questo mondo di realtà e fantasmi di vite che condividiamo ogni giorno, e alla malinconia, alla saudade del web, che è diversa, perché è infinita, non è nel tempo e non è in un luogo. E’ continua assenza e continua possibilità, comunicazione sempre presente, ma anche silenzio sempre presente. E’ per questo che stare senza internet è come spegnere una candela che illumina stanze che non finiremo mai di conoscere.
— Roberto Cotroneo

lunedì 11 settembre 2017

Virginia Woolf

Le donne devono sempre ricordarsi chi sono, e di cosa sono capaci. Non devono temere di attraversare gli sterminati campi dell’irrazionalità, e neanche di rimanere sospese sulle stelle, di notte, appoggiate al balcone del cielo. Non devono aver paura del buio che inabissa le cose, perché quel buio libera una moltitudine di tesori. Quel buio che loro, libere, scarmigliate e fiere, conoscono come nessun uomo saprà mai.
Virginia Woolf

Einstein

“Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa sarà segno allora una scrivania vuota?”
 Albert Einstein

Cortázar

"Ti ho guardata tanto, sapendo che ti saresti svegliata e stupita come sempre, che non avresti capito niente, né la tenda segreta né il mio modo di guardarti, e che insieme avremmo iniziato come sempre il nuovo giorno, sorridendoci.”

—  J. Cortázar, Gli autonauti della cosmostrada

domenica 10 settembre 2017

Deserto rosso

"Chissà se c'è, al mondo, un posto dove si va a stare meglio".

- Monica Vitti e Richard Harris in “Deserto rosso”, regia di Michelangelo Antonioni
(1964)

Cesare Pavese

Per possedere qualcosa o qualcuno, occorre non abbandonarglisi, non perderci dietro la testa, restargli insomma superiore. Ma è legge della vita che si gode solamente ciò in cui ci si abbandona.
Cesare Pavese

Yves Trémorin – Les Amants Magnifiques, 1989

Wislawa

Volo come si deve, ossia con le mie forze.
Wislawa Szymborska

giovedì 7 settembre 2017

Stasera in tv

Alle 21.05 su Rai Movie sarà trasmesso "Joe", film del 2013 diretto da David Gordon Green e con protagonisti Nicolas Cage e Tye Sheridan, adattamento dell'omonimo romanzo scritto da Larry Brown nel 1991.
ù

martedì 5 settembre 2017

Margherita Hack

Solo chi sa cos’è la vera modestia mette la sua sete di conoscenza davanti a stupidaggini come il titolo e gli allori.
(Margherita Hack)

Buon compleanno a..

Auguri di buon novantaduesimo compleanno allo scrittore, sceneggiatore, regista e docente Andrea Camilleri!

lunedì 4 settembre 2017

Wislawa Szymborska

E voleva comprare un biglietto,
andarsene via per un po’,
scrivere una lettera,
spalancare la finestra dopo la pioggia,
aprire un sentiero nel bosco,
stupirsi delle formiche,
guardare il lago increspato dal vento.

Wislawa Szymborska

domenica 3 settembre 2017

"La kryptonite nella borsa"

Peppi’, dipenderà da te, se la tua vita sarà facile o sarà difficile. Se tu cercherai di nasconderti in mezzo agli altri, di assomigliare a chi è diverso da te, passerai un sacco di guai. Se capirai che a stare un po’ soli, a essere un esemplare unico, non c’è niente di male, sarai felice.
Siamo tutti esemplari unici, è una cosa che ho capito troppo tardi.
—  Ivan Cotroneo, "La kryptonite nella borsa"

Stasera in tv

Stasera, alle 22.55 su La5, sarà trasmesso "On the Road ", film del 2012 diretto da Walter Salles, adattamento dell' omonimo romanzo di Jack Kerouac.

Marguerite Yourcenar

I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito. Marguerite Yourcenar

Brassai

George Brassaï - The Kiss 1935-37

Il diritto all'allegria

"L'abitudine di amare spesso smorza l'amore, lo debilita. Bisogna amare a margine di ogni abitudine, in modo improvvisato. L'amore è più sicuro quando ci coglie di sorpresa e disorienta l'abitudine."
— Mario Benedetti, da "Il diritto all'allegria "

Il diritto all'allegria

"Di tutti i tempi, i vecchi e i nuovi, restano i trucioli della vita. Nonostante gli eserciti invasori, le religioni che benedicono le guerre, i professionisti della tortura, gli imperi dello schifo, i padroni del petrolio, il fanatismo dei missili. Nonostante tutto, restano i trucioli della vita. Li abbracciamo e ci affidiamo a loro, con loro nutriamo la nostra debole coscienza e alimentiamo sogni e fantasticherie."
— Mario Benedetti, da "Il diritto all'allegria" 

City

Una sera qualunque. Se lo strinse addosso, e ci fece l’amore con tutta la voglia del mondo.

Alessandro Baricco, City

Cesare Pavese

Tu tremi nell’estate.

Cesare Pavese, verso finale della lirica "Tu sei come la terra"

Umberto Saba

E tutto seppe, e non se stessa, amare.

Umberto Saba,da “Autobiografia"

sabato 2 settembre 2017

Eraclito

Ogni giorno,
quello che scegli,
quello che pensi
e quello che fai,
è ciò che diventi.
Eraclito.

Daisaku Ikeda

Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo,
sboccerai.
Prima di allora
una lunga e fredda notte
potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai
forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati e amati
senza paragonarti o voler essere
un altro fiore,
perchè non esiste fiore migliore
di quello che si apre nella pienezza
di ciò che è…
Daisaku Ikeda

Storie d'amore

Tante, tante cose ti vorrei dire che mi si affollano alla mente e mi gonfiano in cuore e che diventano fredde e sciocche nella carta.
Questo solo ti dico, che ti ho ancora e sempre dinanzi agli occhi, e ti accompagnano in ogni ora della tua giornata, e sento che mi manca la più cara e la miglior parte di me stesso. Come hai fatto a prendermi così?
da una lettera di Giovanni Verga a Dina Castellazzi (1900)

Storia di una capinera

Tutto il mio essere è pieno di quell’uomo:
la mia testa, il mio cuore, il mio sangue.
L’ho dinanzi agli occhi in questo momento che ti scrivo,
nei sogni, nella preghiera.
Non posso pensare ad altro;
mi pare che ad ogni istante il suo nome mi venga sulle labbra,
che ogni parola che proferisco si trasformi nel nome di lui;
allorchè lo ascolto son felice;
quando mi guarda tremo;
vorrei stargli vicina ad ogni momento e lo fuggo;
vorrei morire per lui.
Tutto ciò che sento per quell’uomo è nuovo, strano, è spaventoso….
è più ardente dell’amore che porto a mio padre;
è più forte di quello che porto al mio Dio! …
Questo è quello che al mondo chiamano amore….
l’ ho conosciuto; lo veggo….
È orribile! è orribile!


Giovanni Verga, Storia di una capinera

giovedì 31 agosto 2017

Bertolt Brecht

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell'amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l'ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall'alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.
— Ricordo di Maria A., Bertolt Brecht